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Allarme 'Globesity' una persona su otto vive in condizioni di obesità.
Cronaca

Allarme 'Globesity' una persona su otto vive in condizioni di obesità.

Anna ZenatoValpolicellaGenerale
L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) lancia l’allarme: ben una persona su otto a livello globale convive con l’obesità. È questo uno dei risultati del recente studio pubblicato dalla rivista scientifica inglese The Lancet. L’obesità è ormai la forma più comune di malnutrizione nella maggior parte dei Paesi del mondo con serie conseguenze non solo individuali ma anche per tutto lo stato di salute globale e dei singoli paesi. E ‘globesity’ è proprio la parola coniata dall’Organizzazione Mondiale di Sanità per indicare quella che ormai appare a tutti gli effetti come un’epidemia di obesità. Complessivamente, lo studio riporta infatti che l’obesità tra gli adulti è più che raddoppiata dal 1990 al 2022, un dato impressionante che si aggrava ulteriormente quando si analizza la fascia della popolazione dei bambini e gli adolescenti (dai 5 ai 19 anni), per il quale il numero di casi è addirittura quattro volte quello del 1990. Entrando nello specifico, tra gli adulti il tasso di obesità è più che raddoppiato nelle donne (dall’8,8% al 18,5%) e quasi triplicato negli uomini (dal 4,8% al 14,0%), per un totale di 879 milioni di adulti, mentre sono 159 milioni i bambini/adolescenti affetti dalla patologia (tra le ragazze si è passati dall’1,7% al 6,9%, tra i ragazzi dal 2,1% al 9,3%, con aumenti osservati in quasi tutti i paesi). I dati mostrano inoltre che, nel 2022, il 43% degli adulti era in sovrappeso, una condizione che, in alcuni casi, può aggravarsi portando anche a nuovi casi di obesità. I recenti dati evidenziano come i casi di obesità siano talmente frequenti e globalmente diffusi da poter parlare, come dichiarato dalla WHO, di epidemia. L’Organizzazione mondiale sottolinea infatti che numerose delle iniziative predisposte negli anni, non sono realmente portate avanti dai singoli stati. Se si escludono le campagne mediatiche di promozione di stili di vita più sani, sono pochi i paesi in cui sono state adottate politiche che disincentivino, ad esempio, la commercializzazione di alimenti e bevande dannose rivolti ai bambini. Ed emergono nuove forme di disuguaglianza sociale dovute al fatto che sono spesso i cibi più economici ad avere una minore qualità nutrizionale ed elevata densità energetica, rendendo difficile l’adozione di un’alimentazione sana ed equilibrata. E il normopeso diventa status di benessere economico. Arginare l’epidemia diventa difficile senza politiche strutturate e condivise, senza educazione, senza sostegni economici. Nessun Paese fino ad oggi è infatti stato in grado di invertire le tendenze in modo definito e perdurante. Il servizio completo a pagina 5