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BCC Valpolicella Benaco. Ferrari vai n pensione e racconta la sua Banca
Cronaca

BCC Valpolicella Benaco. Ferrari vai n pensione e racconta la sua Banca

Redazione L'Altro GiornaleValpolicellaSan Pietro in Cariano
In questi giorni il Preposto della Filiale di Marano di Bcc Valpolicella Benaco, Claudio Ferrari, va in pensione dopo 40 anni di impegno in Banca. All’epoca dell’assunzione la Banca si chiamava Cassa Rurale ed Artigiana di Marano di Valpolicella ed era composta dal Direttore, Vice Direttore, Capo Ufficio e da un cassiere. Dopo aver lavorato prima come cassiere, poi nel back office seguendo principalmente il comparto Finanza, nel 2006 diventa Preposto della Filiale. Claudio, cosa significava Cassa rurale e perché era diversa? «La Banca si è da subito inserita molto bene nel tessuto territoriale, in primis perché sono stati gli abitanti stessi (soprattutto artigiani e agricoltori) a volerne la presenza, sottoscrivendo le azioni necessarie per raggiungere il Capitale Sociale necessario alla nascita, poi anche per comodità in quanto Cassa di Risparmio e Banca Popolare erano ubicate a San Pietro In cariano, per cui un po’ scomode da raggiungere. Questo ci ha agevolato. Ma, a mio avviso, ciò che ci distingue da sempre è un approccio orientato al territorio e un ambiente familiare, basato sulla vicinanza e sulla conoscenza diretta dei nostri clienti e soci, che sono messi al centro». Negli anni ha riscontrato un aumento della fiducia nella BCC? «Direi proprio di si, la nostra forza è data dall’essere Banca del territorio. Siamo ovviamente in primis una Banca ma allo stesso tempo operiamo per perseguire il benessere anche sociale e culturale delle nostre Comunità. Una parte dell’utile della Banca, infatti, è destinato alla beneficenza, ovvero al sostegno di associazioni che organizzano attività sociali, culturali, sportive, di istituti scolastici, di enti locali. Siamo diventati un punto di riferimento e io mi sono sentito parte di questo sistema positivo». Dopo 40 anni di lavoro in questa realtà, cosa si porta a casa? «La Banca mi ha dato tantissimo e personalmente mi ha dato molte soddisfazioni. L’ambiente di lavoro, il rapporto con i colleghi e quello con i clienti è stato unico. Ho avuto diversi momenti in cui mi sono sentito gratificato, dal punto di vista lavorativo mi è stato dato un ruolo che mi auguravo di raggiungere, dal punto di vista relazionale è successo che alcuni clienti, solo per motivi di condizioni più favorevoli rispetto alle nostre, scegliessero un altro Istituto, ma dopo pochi anni sono ritornati perché non avevano la collaborazione che trovavano da noi. Alcuni clienti mi hanno confidato che quando a casa escono per venire in Banca avvisano i famigliari dicendo “vado da Claudio” per cui veramente l’approccio è dato si dal lato “affari” ma molto anche dal lato umano. Ho avuto la fortuna in questi 40 anni di lavorare con persone umanamente e professionalmente impareggiabili dalla Direzione ai colleghi, tutte per me importanti nei loro rispettivi ruoli; anche con i colleghi che adesso sono in pensione siamo ancora in contatto». Un augurio per l’anniversario e per il futuro della banca… «40 anni è un grande traguardo, il mio augurio è che la Bcc continui la sua mission adattandosi ai cambiamenti come è sempre riuscita a fare».