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Cambiare la narrazione: di suicidio si può parlare
Cronaca

Cambiare la narrazione: di suicidio si può parlare

Silvia AccordiniValpolicellaFumane
Il 10 settembre da oltre vent'anni anni viene celebrata la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Un tema, che incute timore, paura, che non fa parte del vivere comune e al quale si cerca di non dare eccessivo rilievo. Va smentito il pensiero per cui parlarne possa evocarne la simulazione e suggerirne l'idea culminante del compiere il gesto estremo. È esattamente l'opposto: i propositi maturano nel "silenzio". E allora, di fronte al suicidio di una persona, il timore che parlarne possa generare emulazione, porta alla mera e cruda notizia di cronaca, relegando il tutto ad un fatto privato, una scelta individuale ed incomprensibile. I numeri non mentono: in Italia il suicidio, dopo gli incidenti stradali, è la seconda causa di morte, in particolare tra i giovani. «E allora, perché non parlarne, perché non ascoltare quei giovani che immaginiamo essere spensierati, ricchi di sogni e senza problemi? – affermano Roberta Mazzi e Stefano Marco Cinetto, genitori di Livio e fondatori dell’Associazione Auto Aiuto Lutto -. Spesso dietro l'apparenza si cela il vuoto e la mancanza di ogni speranza. Il ‘silenzio rispettoso’ non funziona, se si vuole leggere oltre i segnali che vengono inviati». Ecco, quindi, l’appuntamento, aperto a tutti, promosso dal comune di Fumane - Assessorati ai Servizi Sociali, Solitudine e Pari Opportunità, il 10 settembre alle ore 20.30, presso la Sala Consiliare del comune di Fumane. Ad intervenire durante l’incontro, presentato dall’assessore ai Servizi Sociali Maria Vittoria Scamperle Assessore ai Servizi Sociali, saranno la dottoressa Ilenia Bozzola, psicologa e psicoterapeuta e Roberta Mazzi e Stefano Marco Cinetto.