
Cronaca
Casartigiani, stretta sul falso artigianale: sanzioni per chi abusa del termine
Redazione L'Altro Giornale•Solo home generale•Generale•
Entra nel vivo la difesa dell'autenticità del lavoro artigiano e la lotta alla concorrenza sleale. Come noto, l'articolo 16 della Legge 11 marzo 2026 n. 34 vieta di utilizzare i termini "artigianato" e "artigianale" in marchi, insegne, ditte o pubblicità per le aziende non iscritte all'albo provinciale delle imprese artigiane e che non realizzano direttamente tali prodotti o servizi. «Siamo di fronte a un sistematico tentativo di appropriazione delle identità artigianali ai danni delle nostre micro e piccole imprese - dichiara Luca Luppi, Presidente di Casartigiani Verona -. Per questo accogliamo con
favore queste nuove regole, che per i trasgressori prevedono sanzioni rigorose pari all'1% del fatturato, partendo da una soglia minima inderogabile di 25.000 euro per ogni singola violazione accertata». Il fenomeno dell'appropriazione indebita di questi termini ha assunto negli anni contorni allarmanti per il settore. Come accade con il greenwashing, in cui grandi realtà si ammantano di una finta ecosostenibilità, o con il famigerato Italian sounding, che sfrutta fraudolentemente i nomi e i colori del nostro Paese all'estero, oggi colossi commerciali si appropriano del richiamo alla tradizione per vendere a prezzi maggiorati prodotti realizzati in serie. «Così come le istituzioni combattono l'Italian sounding per difendere il Made in Italy, oggi abbiamo gli strumenti per debellare l'abuso della parola 'artigianale' in casa nostra, tutelando la concorrenza e il rispetto per i consumatori» - sottolinea il Presidente. Per agevolare e accelerare l'adeguamento legislativo da parte delle Regioni, Casartigiani ha predisposto e inviato agli uffici competenti uno schema di norma tipo a livello nazionale. Questa proposta tecnica prevede che l'applicazione delle sanzioni sia delegata direttamente alle Camere di Commercio territoriali e che i proventi incassati, al netto delle spese procedurali, restino a disposizione dei bilanci camerali con il vincolo assoluto di essere reinvestiti in iniziative per la promozione e lo sviluppo delle imprese artigiane. «Chiediamo che la Regione recepisca immediatamente questo schema normativo - conclude Luppi - perché sanzionare chi bara e reinvestire in modo virtuoso quei fondi nel vero artigianale è l'unico modo per proteggere e rilanciare il nostro territorio».

