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Erif, Estate ragazzi impegnati
Cronaca

Erif, Estate ragazzi impegnati

Damiano ConatiValpolicellaFumane
A Fumane l’estate dei ragazzi ha un nome tutto suo: Erif, acronimo di ‘Estate ragazzi impegnati Fumane’. Nato nel 1976, il grest parrocchiale ha raggiunto quest’anno il traguardo dei cinquant’anni, celebrato con una serata dedicata a fotografie, ricordi, animatori di ieri e di oggi. L’edizione 2026 coinvolge circa 150 bambini e 90 adolescenti animatori, impegnati per tutto il mese di luglio tra giochi, attività, gite e momenti serali. Il tema scelto, ‘Lapis, #IlCoraggioallOpera’, accompagna i partecipanti in un percorso ispirato alla Firenze del Rinascimento, mettendo al centro il coraggio di crescere, collaborare e prendersi cura degli altri. «L’Erif è stato un collante della comunità fumanese - spiega Elisa Mazzi, una delle due responsabili dell’Erif 2026 -. Quando sono stata contattata per l’incarico di responsabile, mi sono sentita onorata. Gli animatori che sono passati prima di me, mi hanno dato tantissimo, mi hanno fatto crescere e ho capito che ora tocca a me mettere a disposizione ciò che ho ricevuto negli anni per gli adolescenti e i bambini di oggi». Infatti, nel tempo l’Erif è diventato molto più di un appuntamento estivo: è un’esperienza capace di unire generazioni, famiglie e volontari, creando legami che continuano anche oltre il mese di luglio. Il cinquantesimo anniversario è stato così l’occasione per ricordare il lavoro di chi ha costruito il progetto nei decenni e per rilanciarlo verso il futuro, affidandolo ancora una volta all’entusiasmo dei più giovani e alla partecipazione dell’intera comunità. Proprio come spiega don Emanuele Novelli, parroco di Fumane: «Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti coloro che, in questi cinquant'anni, hanno reso possibile questa bellissima esperienza: ai sacerdoti e alle religiose che mi hanno preceduto, agli animatori, ai volontari, ai collaboratori e alle famiglie che hanno creduto nell'importanza di questo servizio educativo. Ognuno ha donato tempo, energie e cuore, contribuendo a costruire una comunità accogliente e viva. Ma un grazie speciale va alle migliaia di bambini, che con la loro gioia, la loro spontaneità e il loro entusiasmo sono sempre stati il vero cuore dell’Erif. Loro ci ricordano ogni anno quanto sia bello crescere insieme, imparare a volersi bene e scoprire che il Signore cammina accanto a noi in ogni momento della vita».