
Cronaca
Il comparto risicolo italiano è ufficialmente in stato di agitazione
Redazione L'Altro Giornale•Solo home generale•Generale•
Coldiretti lancia un durissimo atto di accusa contro le dinamiche speculative internazionali e le fallimentari politiche dell'Unione Europea, che stanno letteralmente svuotando le tasche dei produttori agricoli. Si parla di un vero e proprio crollo dei prezzi del risone: per le varietà da risotto simbolo del Made in Italy (come Arborio e Carnaroli) fa registrare un drammatico -40% e fino a -50% rispetto allo scorso anno – a fronte di costi strutturali e di concimi che rimangono invece insostenibili, con rincari che toccano il +70%. Una crisi acuita dalle decisioni dissennate a livello globale e da un'Europa incapace di difendere le proprie eccellenze, come dimostrato dalla recente e contestata revisione del regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate): la mancata introduzione di una clausola di salvaguardia automatica efficace contro le massicce importazioni da paesi asiatici, India in primis, ha lasciato i produttori italiani senza scudi protettivi di fronte alla concorrenza sleale. La provincia di Verona rappresenta il cuore pulsante della risicoltura concentrando circa il 90% dell'intera superficie coltivata a riso a livello regionale, quantificabile in una media stabile di poco superiore ai 3mila ettari complessivi (Elaborazione Ufficio Studi Coldiretti Verona su dati ISTAT), situati prevalentemente nella Bassa Veronese. Un territorio d'eccellenza dove domina il Vialone Nano, il primo riso ad aver ottenuto in Europa il riconoscimento IGP. Questa risorsa strategica rischia ora il collasso a causa di listini imposti al ribasso che non coprono nemmeno i costi vivi della mietitura e dell'irrigazione. «Quello che sta avvenendo sul mercato del riso – afferma Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona - è lo specchio di un'Europa che ha letteralmente tradito la mobilitazione e la fiducia degli agricoltori. La mancata approvazione di una soglia di salvaguardia seria e automatica al 20% sulle importazioni extracomunitarie è un errore storico di cui oggi paghiamo il conto nelle nostre campagne. A Verona il riso non è solo un prodotto agricolo, è cultura, è tutela del territorio, è un'economia legata al Vialone Nano IGP che mantiene in vita decine di comuni della Bassa».
Di fronte alle spudorate proposte di ribasso unilaterali della parte mediatrice e industriale, Coldiretti e i rappresentanti dei produttori hanno persino ventilato l’idea di disertare i tavoli tecnici e le sale di contrattazione delle Camere di Commercio, scegliendo così la linea della fermezza. Proprio a fronte del muro contro muro e della forte pressione esercitata da Coldiretti, è arrivata la convocazione del Tavolo del Riso del Ministero per la Politiche Agricole al quale hanno partecipato i rappresentanti dei produttori, della parte industriale e delle istituzioni. Durante l'incontro Coldiretti ha rilanciato un piano straordinario per far fronte al crollo delle quotazioni e alla forte crescita delle importazioni di riso straniero. L’Organizzazione ha avanzato la richiesta formale di un bando straordinario da 12 milioni di euro finalizzato all'acquisto di riso 100% italiano da destinare alle famiglie in difficoltà economica. In merito alla tutela dell'origine e della trasparenza sul mercato, è stato stabilito il potenziamento dei controlli per certificare la provenienza del prodotto ed evitare truffe ai consumatori, integrando tecnologie investigative innovative. Sul piano del commercio internazionale, Coldiretti chiede il blocco delle importazioni incontrollate attraverso la rigida applicazione del principio di reciprocità negli accordi commerciali con i Paesi extra UE, affinché non venga introdotto sul mercato comunitario prodotto ottenuto senza il rispetto dei medesimi standard etici, sanitari ed ambientali vigenti in Italia.

