
Cronaca
Il gioco d’azzardo. I dati dello sportello antiusura del comune di Verona.
Silvia Accordini•Tutte le edizioni•Generale•
Lo Sportello Antiusura del Comune di Verona nelle scorse settimane ha presentato il quadro aggiornato del fenomeno sul territorio veronese. I dati elaborati dalla Fondazione Isscon e contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici 2025 – presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – fotografano un fenomeno in crescita costante sul territorio veronese. Nel 2025 il giocato complessivo nel comune di Verona ha raggiunto 534,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 531,8 milioni registrati nel 2024. Di questi, 286,3 milioni (il 53,5%) provengono dal canale fisico – sale giochi, slot machine, ricevitorie – mentre 248,4 milioni (il 46,5%) dal gioco online. A livello provinciale il dato sale a 1,95 miliardi di euro, con una sostanziale parità tra fisico (980,4 milioni, 50,3%) e online (969,6 milioni, 49,7%). «Il giocato complessivo nel comune di Verona è pari a una volta e mezza la spesa corrente del bilancio del Comune. Abbiamo registrato - spiega l’assessore al Bilancio Michele Bertucco - una crescita fortissima a Verona, in provincia e in tutta Italia. Ma ciò che ci preoccupa di più è il tema del sovraindebitamento: un fenomeno che porta famiglie a trovarsi sul lastrico, costrette a rivolgersi ai Comuni attraverso i servizi sociali. Va seguito e contrastato, perché sta rovinando persone e famiglie e genera conflitti sociali, come testimoniano anche le cronache. I casi seguiti dallo Sportello sono probabilmente solo la punta dell’iceberg: il fenomeno è ancora poco conosciuto». Un elemento distintivo del territorio veronese rispetto alla tendenza nazionale è la prevalenza del canale fisico: in Italia il gioco online supera già il 61% del totale, mentre a Verona – sia a livello comunale che provinciale – il gioco in presenza si mantiene ancora sopra il 50%. Il divario si sta tuttavia riducendo progressivamente, in linea con la direzione nazionale.
«Sono dati gravemente impressionanti, e non sono in calo – commenta l’assessora alla Sicurezza e alla trasparenza, Stefania Zivelonghi -. Va considerato inoltre che i numeri di cui disponiamo riguardano esclusivamente il gioco legale: sfugge completamente la dimensione del gioco illegale, in particolare quello accessibile ai minori. Tutti abbiamo un cellulare in mano, e il rischio è assolutamente elevato. Siamo di fronte a un fenomeno di dipendenza, e in parte anche di marginalità sociale, che non ha ancora le giuste briglie: mancano sia un’adeguata prevenzione sia strumenti efficaci per gestirne le conseguenze. Cosa si può fare? Prima di tutto lavorare sulla cultura della prevenzione: non si arriva alla dipendenza in un secondo, ma bisogna rappresentare chiaramente il pericolo che l’approccio a certi contesti comporta. Personalmente, prima di questa esperienza da assessore, per ragioni professionali mi è capitato di entrare in una sala giochi: si perde la cognizione del tempo senza nemmeno rendersene conto. Questo mette in luce una contraddizione normativa di fondo: abbiamo consentito l’esistenza di luoghi dove si perde la percezione della realtà, e quei luoghi sono diventati inevitabilmente contesti in cui certi fenomeni assumono dimensioni problematiche».

