
Cronaca
La crisi del comparto bovino da carne
Redazione L'Altro Giornale•Valpolicella•Generale•
La grave crisi che sta investendo anche il comparto bovino da carne è stata al centro della riunione della Consulta Carne Bovina di Coldiretti Veneto, svoltasi lo scorso 21 luglio a Verona. Nel corso dell'incontro è stata analizzata la situazione di difficoltà che sta colpendo gli allevamenti, segnata da un rapido ed imprevisto crollo delle quotazioni dei vitelloni da macello. Un andamento che, negli ultimi mesi, ha determinato per molte aziende perdite dell’ordine dei 300 euro per capo allevato, mettendo seriamente a rischio la sostenibilità economica delle imprese. «La velocità con cui il mercato ha invertito la rotta è motivo di grande preoccupazione – dichiara il presidente della Consulta Giacomo Beltrame che è anche vice presidente di Coldiretti Verona -. Non è accettabile che gli allevatori, dopo anni di investimenti e sacrifici, si trovino oggi a lavorare in perdita. Occorre intervenire con tempestività per salvaguardare un comparto strategico per il Paese e per garantire un reddito equo alle imprese». «Coldiretti ha segnalato da tempo la situazione – prosegue il Presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan – sottoponendo al ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida la necessità di inserire il comparto bovino tra le priorità di intervento e sollecitando l'attivazione di misure straordinarie di sostegno alle aziende. Il Veneto detiene il primato nella produzione di carne bovina con un valore della produzione superiore ai 500 milioni di euro pari al 30% della produzione a livello nazionale: dobbiamo intervenire e fare un ragionamento di sistema che coinvolga tutti i soggetti coinvolti dalla produzione, alla distribuzione e commercializzazione, alle Istituzioni regionali».
Nel frattempo buone notizie giungono dal fronte lattiero caseario: parliamo dell’intesa raggiunta sul prezzo del latte, un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilità agli allevamenti italiani e veneti in una fase resa particolarmente complessa anche in seguito ai continui aumenti della produzione lattiera a livello europeo. L'accordo definisce il prezzo base per il latte del Nord Italia con sistemi differenziati e introduce un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano, che sarà applicato a fine anno. L’intesa prevede per i prossimi sei mesi un prezzo di 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre e 50 centesimi per novembre e dicembre.

