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Mani che proteggono
Cronaca

Mani che proteggono

Silvia AccordiniGarda BaldoCavaion Veronese
E’ una sfida ambiziosa quella che la Sartoria Sociale Ricucisogni ha lanciato nei giorni scorsi. Il 28 maggio ha preso il via il Progetto ‘Ricucisogni – Mani che proteggono’, iniziativa che unisce l’antica arte tessile della sartoria artigianale e del cucito alla tecnologia Blockchain per proteggere chi vive in strada. «Il nostro obiettivo – affermano da Ricucisogni - è finanziare, attraverso una campagna crowdfunding appena avviata, 30 giornate di lavoro per sarte in condizioni di svantaggio, impegnate nella produzione di 30 abiti salva-vita per i senza tetto dei nostri territori. L’abito salva-vita è un gioiello di ingegneria tessile: un giaccone tecnico, traspirante e idrorepellente che, con pochi e semplici gesti, si trasforma in un sacco a pelo imbottito per affrontare neve, vento e gelo estremo. Non un semplice giaccone: «quello che le nostre sarte realizzano, con scarti industriali di prima qualità, donati da primaria azienda multinazionale specializzata nella produzione di tessuti tecnici per lo sport e il tempo libero, è un dispositivo di protezione estrema che abbiamo chiamato ‘Angelo’ in memoria di un nostro caro amico senza fissa dimora – affermano da Ricucisogni -. Inoltre, grazie alla tecnologia Blockchain, ogni donazione è tracciata». Inquadrando il QRCode presente sull'etichetta dell'Abito si possono esplorare infatti tutti i dati relativi al capo: la sarta che lo ha confezionato e la sua storia, le ore di lavoro impiegate, i materiali con cui è stato realizzato, provenienza, modalità di manutenzione del capo e tanto altro...Gli stessi dati ai quali il donatore potrà accedere, grazie ad un link personalizzato che verrà inviato per verificare come Ricucisogni ha impiegato i fondi donati. «Con il contributo di chi vorrà sostenere il progetto – concludono dalla Sartoria - copriremo i costi del personale per 30 giorni, l'acquisto delle materie prime mancanti e dei macchinari necessari per completare la produzione. Per ottimizzare le lavorazioni e riuscire a produrre i capi di abbigliamento in tempo per il prossimo inverno impiegheremo almeno due persone con avvio della produzione al momento della chiusura della raccolta fondi. In questo modo riusciremo a confezionare gli abiti entro la fine dell'estate 2026 per distribuirli durante l'autunno alle associazioni partner sul territorio. Per questa prima fase abbiamo bisogno di €6.000 indicativamente. Quando il primo passo sarà compiuto, proseguiremo con il secondo passo: finanziare ancora 30 giorni per realizzare altri 30 Abiti Salva-Vita». Per donare: ideaginger.it/sostieni-3866.html ‘Ricuciamo comunità, realizziamo Sogni’: è questo lo slogan di ‘Ricucisogni’, sartoria sociale professionale costituita nel 2025 a Sega di Cavaion, che dona opportunità e lavoro a chi opportunità e lavoro non ha. «Per cominciare con il piede giusto – affermano dalla sartoria - abbiamo avviato i corsi di formazione professionale destinati, nel biennio 2025/2026, a 24 persone svantaggiate.. A inizio febbraio 2026 abbiamo assunto la prima persona, una tra le partecipanti alla prima edizione del corso, altre persone saranno assunte nel corso dei prossimi mesi per affrontare le prime commesse di lavoro acquisite dalla sartoria. Stiamo integrando nei processi lavorativi la gestione della tracciabilità tramite blockchain. In questi mesi invernali abbiamo validato gli Abiti Salva-Vita donando alcuni prototipi alle associazioni che operano sulla strada, ottenendo feedback decisamente positivi che ci indicano essenzialmente due cose: i bisogni sono reali (ripararsi dalle avverse condizioni climatiche invernali) e la soluzione è quella giusta (abiti imbottiti trasformabili in sacco a pelo per la notte).