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Volontari, corde e carrucole per pulire la grotta di Gaibana
Cronaca

Volontari, corde e carrucole per pulire la grotta di Gaibana

Redazione L'Altro GiornaleSolo home generaleGenerale
Si è tenuta mercoledì 15 luglio nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, la presentazione dell’intervento di bonifica ambientale della Spluga di Gaibana, programmato a settembre nel territorio del comune di Bosco Chiesanuova. Gli interventi sul sito – una cavità in prossimità della malga di Gaibana, profonda 20 metri e larga tra i 5 e i 6 metri circa – prevedono la rimozione manuale dei materiali presenti, la loro selezione differenziata sul posto e il sollevamento in superficie da parte dei volontari mediante un sistema di carrucole. I sacchi così recuperati saranno successivamente trasportati a valle e conferiti in un punto di raccolta concordato con l’Amministrazione di Bosco Chiesanuova. Alle operazioni patrocinate dallo stesso Comune – il quale, in collaborazione con il Parco Naturale Regionale della Lessinia, acquisterà una bobina di corda statica da utilizzare per le fasi di recupero del materiale – prenderà parte anche la Protezione Civile. La Commissione Speleologica Veronese – Associazione di Promozione Sociale fondata nel 1977 – riunisce sei gruppi speleologici scaligeri (GAM, Troglobius, GASV, USV, CRN e GSM) attivi nella tutela del territorio attraverso il monitoraggio idrico e microclimatico, il censimento della fauna ipogea e la gestione catastale delle cavità. Circa 200, in tutto, i volontari tra cui figure specializzate quali biospeleologi, geologi, archeologi, idrologi e tecnici del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Di questi, una quarantina saranno impegnati nella bonifica della grotta. L'operazione programmata a settembre si inserisce nell'ambito delle attività di salvaguardia montana promosse dall’associazione quali, in passato, la pulizia della Spluga della Preta e le iniziative periodiche nel contesto della campagna nazionale ‘Puliamo il buio’. L’intervento segue altre recenti collaborazioni scientifiche e ambientali della CSV, come il monitoraggio svolto insieme all'Ente Parco presso il Ponte di Veja per la valutazione della pericolosità del sito, dello stato delle recinzioni e della presenza di rifiuti.