
Sport
Zoe Ceschi, campionessa italiana di tessuti aerei
Silvia Accordini•Valpolicella•Generale•
Acrobatica, danza e arte: è questo il magico trittico che rende speciale una disciplina sportiva ancora poco conosciuta ma capace di regalare emozioni uniche. In chi la pratica ma anche in chi ha la fortuna di poterla ammirare. Stiamo parlando dei ‘tessuti aerei’, uno sport i cui atleti si esibiscono sospesi su due lunghi tessuti appesi in alto, realizzando figure, salite, cadute controllate e coreografie che richiedono forza, tecnica, flessibilità ed espressività.
Per la giovane Zoe Ceschi, sedicenne di Corrubbio di Negarine, i tessuti aerei rappresentano molto più di uno sport e per di più le stanno donando grandi soddisfazioni, a partire dal titolo di ‘Campionessa italiana’ che ha conquistato a giugno a Cervia ai Campionati Nazionali CSEN Pole & Aerial Art. «E’ stata un’emozione unica salire su quel podio – afferma la campionessa -. E’ una vittoria di cui vado fiera perché mi permette di far conoscere uno sport ancora poco diffuso ma capace di unire forza, tecnica, eleganza ed espressione artistica…E poi questo risultato mi apre le porte delle competizioni internazionali. Inizia così un nuovo capitolo del mio percorso sportivo che spero di affrontare rappresentando al meglio il mio Paese e continuando a inseguire il sogno che mi accompagna fin da bambina».
Raccontaci di te e di questa tua passione: com’è nata e come hai potuto farla crescere?
«La mia passione per i tessuti aerei è nata quando ero piccolissima. Frequentavo la scuola materna e, tra le attività ludiche del pomeriggio, c'era il circo. Lì ho iniziato a sperimentare con trapezio e giocoleria, ma ho capito presto che il mio vero amore erano le discipline aeree: il modo perfetto per inseguire il mio sogno di volare. Una volta raggiunto un buon livello, ho deciso di iscrivermi all’accademia circense. Dopo anni di sacrifici, interrotti solo dalla parentesi della pandemia, sono riuscita a specializzarmi nei tessuti aerei, disciplina che ho praticato fino allo scorso anno. A quel punto, però, ho sentito il bisogno di spingermi oltre i miei limiti. Ho scelto di cambiare strada e di puntare all'agonismo. Oggi competo in gare nazionali e internazionali, fiera di rappresentare al meglio la mia regione e la mia nazione. Questo traguardo, tuttavia, non sarebbe mai stato possibile senza il supporto continuo dei miei genitori, che mi hanno assecondata in ogni scelta, senza badare al pregiudizio esterno verso il circo».
Quanto allenamento serve per raggiungere il risultato a cui sei arrivata?
«Dietro ai miei risultati non c’è solo l'allenamento, ma soprattutto disciplina, costanza e una passione fortissima. Il mio percorso non è stato lineare: ho dovuto superare ostacoli durissimi, come lo stop della pandemia e una grave malattia. Anche quando i medici e le circostanze mi imponevano di fermare gli allenamenti, la mia passione non si è mai spenta. Naturalmente, la preparazione atletica richiede un sacrificio enorme. Oggi mi alleno dalle tre alle quattro volte a settimana, per circa due ore a sessione tra riscaldamento e aria. Tutto questo richiede una dedizione totale».
Che emozioni provi quando danzi cullata dai veli?
«Quando sono in aria provo di tutto, nel bene e nel male. In gara la priorità assoluta è la concentrazione, seguita subito dopo dall'adrenalina. In allenamento, invece, l'atmosfera cambia: ogni volta che mi arrampico mi sento più leggera, totalmente distaccata dai pensieri quotidiani e dai giudizi altrui. Rimaniamo solo io, il tessuto e la musica. Certo, ci sono giorni in cui la paura si fa sentire (che sia il timore di una caduta o l'ansia per una competizione imminente) ma è proprio quella paura che mi spinge ad andare avanti e a superare i miei limiti».
Hai qualche ringraziamento particolare da fare?
«Sono molto grata a tutti coloro che mi hanno sostenuta, ma in particolare ai miei genitori che hanno sempre creduto in me e hanno sempre rinunciato ai loro impegni per portarmi ad allenamento. Vorrei ringraziare anche i miei nonni che mi sostengono sempre a distanza e le mie vicine di casa, Tiziana e Micaela, che nonostante non mi conoscessero hanno instaurato con me un rapporto di fiducia e amore. Un grazie speciale va anche alla mia allenatrice Alice Scarcella e alle mie compagne di squadra, che mi ha aiutato a raggiungere questi grandi risultati sostenendomi durante ogni momento difficile».
E ora quali saranno i prossimi impegni?
«La mia agenda è già ricca di appuntamenti importanti. Il prossimo grande obiettivo è la competizione Aerial Love 2026, che si terrà a San Giovanni Lupatoto a novembre. A dicembre mi aspetta poi una gara internazionale. E poi ancora a marzo tornerò in pedana per il Campionato Regionale proprio a San Giovanni, tappa fondamentale per la stagione. Oltre a queste date, ci sono in ballo altre competizioni europee, internazionali e nazionali ancora da stabilire nel dettaglio. Sarà un percorso intenso, ma la voglia di volare e di dare il massimo è più forte che mai».

